5 BUONI MOTIVI PER RIDURRE LA CARNE

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5 buoni motivi per ridurre la carne: allevamenti intensivi e inquinamento.

Perché dovremmo ridurre il consumo di carne? Ci sono diversi motivi per farlo, ma vorrei fare una breve premessa sul perché dobbiamo porre maggiore attenzione alle nostre scelte alimentari dal punto di vista ambientale:

  1. Le scelte alimentari che facciamo hanno un grosso impatto sull’ambiente. Se consideriamo il fatto che mangiamo almeno 3-5 volte al giorno, ogni giorno, per tutta la nostra vita, non possiamo fingere che ciò di cui ci nutriamo non abbia alcun effetto sull’ambiente.
  2. La produzione di cibo richiede l’uso di materie prime e la materia prima per eccellenza é la terra.

Vediamo ora insieme i cinque buoni motivi per ripensare al nostro consumo di carne e prodotti animali in generale.

1. Per i cambiamenti climatici

Il settore agricolo é responsabile di circa 1/4 delle emissioni di gas serra totali, di cui il 60% derivano dalla produzione di carne e derivati.

Ma da dove arrivano questi gas serra?

  • Dai gas generati dagli animali durante i processi digestivi.
  • Dal deposito e spandimento delle grandi quantità di letame prodotte dagli allevamenti.

L’impatto sul clima derivato dagli allevamenti é determinato anche dalla produzione di mangimi. La produzione degli stessi, infatti, comporta la distruzione e il deforestamento di grandi appezzamenti di terreno e provoca cambi nell’uso del suolo.

2. Per preservare la tua salute

La letteratura scientifica ha da tempo dimostrato come un’alimentazione a prevalenza vegetale possa ridurre fortemente il rischio di insorgenza di malattie cronico-degenerative come cancro, diabete e obesità. Ciò non significa necessariamente avere un approccio vegetariano o addirittura vegano, ma l’invito è quello di ridurre e consumare con moderazione i prodotti di origine animale, in particolare per il loro alto contenuto in percentuale di grassi saturi.

Un discorso a parte può essere fatto per la carne “grass-feed” o alimentata esclusivamente ad erba: essa contiene infatti in percentuale un maggior quantitativo di grassi di elevata qualità nutrizionale, a discapito dei grassi saturi. L’argomento é interessante ma molto vasto e mi riservo di trattarlo in un prossimo articolo dedicato.

Per poter preservare la nostra salute dobbiamo però considerare anche l’effetto inquinante della produzione di carne: l’inquinamento prodotto dagli impianti di allevamenti intensivi, infatti, in Italia é la seconda causa di inquinamento da polveri fini (i cosiddetti PM) e i liquami prodotti spesso inquinano terreni e corsi d’acqua mettendo a rischio anche le falde acquifere.

3. Per il benessere animale

Il 72% degli allevamenti europei proviene da aziende intensive di grandi dimensioni, Italia compresa. In queste aziende gli animali sono a stretto contatto tra loro e le loro condizioni di vita non sono per nulla ottimali. Solo ridurre il consumo e la richiesta di carne da parte di noi consumatori poù condurre a metodologie di allevamento più attente al benessere dell’animale.

4. Per salvare le foreste

Tra il 2010 e il 2015 la produzione di materie prime agricole ha causato la distruzione di 30 milioni di ettari di foreste, una superficie corrispondente a quella dell’Italia. Un dato che fa rabbrividire.

Ma da cosa é causata la deforestazione?

L’80% della deforestazione globale é causata dall’agricoltura industriale. L’aumento del consumo di carne é una delle maggiori minacce per la sopravvivenza delle foreste. Si stima che il 75-80% della superficie agricola globale sia dedicata alla produzione di colture destina a divenire mangimi per gli allevamenti intensivi.

In pratica, come avrete intuito, si distruggono foreste con l’obiettivo principale di nutrire animali allevati in modo intensivo, che a loro volta contribuiranno ad inquinare nelle modalità descritte sopra.

Distruggere foreste significa perdere biodiversità e i nostri stessi polmoni: le foreste catturano circa 1/3 dell’anidride carbonica derivata dalla combustione di gas, petrolio e carbone.

5. Per ridurre l’estinzione di molte specie animali

L’80% circa di tutte le specie minacciate di uccelli e mammiferi é a rischio estinzione proprio a causa della perdita di habitat data dal deforestamento legato all’agricoltura industriale.

Come abbiamo visto, la necessità di produrre mangimi richiede vaste superfici agricole spesso dedicate a monocolture che richiedono il trattamento del terreno con pesticidi, i quali rilasciano residui che permangono per diversi anni nell’acqua e nei terreni. Queste sostanze nocive rappresentano una minaccia per la sopravvivenza anche di alcuni insetti impollinatori come le api.

Conslusioni

La produzione di carne e prodotti animali é prevalentemente di tipo intensivo in Europa, Italia compresa. La produzione di mangimi per queste tipologie di allevamenti e gli allevamenti stessi hanno un impatto ambientale negativo enorme. Credo che il sacrificio di ridurre drasticamente i nostri consumi di carne e derivati sia un cambiamento piccolo per noi, ma con un grande impatto positivo per l’ambiente.

Vi riporto qui sotto alcuni altri dati, se foste ancora scettici al riguardo, e alcuni strumenti utili per poter misurare la vostra personale impronta ecologica e farvi un piccolo “esame di coscienza” in merito alle vostre scelte alimentari e di stile di vita.

Dati

Per produrre un chilo di carne bovina si generano 15,4 chili di CO2, nel caso delle lenticchie, invece, solo 0,7 chili – per essere precisi si tratta di CO2 equivalenti, ovvero il valore di diversi gas a effetto serra convertiti in CO2.

Un litro di latte intero ha un impatto sul clima pari a 1,63 kg di CO2 equivalenti.

Una bevanda di soia causa 0,7 kg di CO2, una bevanda di riso 0,94 kg di CO2, una bevanda di mandorle 0,8 kg di CO2, una bevanda di avena 0,76 kg di CO2, una bevanda di farro 0,81 kg di CO2 e una bevanda di lupino 0,84 kg di CO2.

Strumenti utili

Fonti

  • WWF
  • Green Peace

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