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Memoria muscolare e stop dagli allenamenti

Le palestre sono chiuse ormai da molti mesi, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo disperarci per la perdita di forza e massa muscolare oppure abbiamo ancora una speranza di riacquisire i risultati ottenuti nei mesi scorsi grazie al fenomeno della memoria muscolare?

In questo articolo vi parlo di come la memoria muscolare funzioni e di come quindi la letteratura, e in particolare uno studio recente del 2018, abbia messo in luce come sia possibile recuperare non solo forza ma anche massa muscolare dopo un periodo di stop dagli allenamenti.

Per questo articolo ringrazio il Project Acropoli per fornire sempre spunti interessanti dal punto di vista scientifico in ambito palestra. Il mio articolo é quindi a sua volta tratto da un articolo di Gianluca Improta.

Lo studio sopra citato dal titolo: Human Skeletal Muscle Possesses an Epigenetic Memory of Hypertrophy” vuole appunto indagare come sia possibile riacquisire massa muscolare dopo un periodo di fermo dalla palestra. Nell’articolo di Improta, in realtà, viene fatta una revisione di diversi studi. Se lo desiderate potete richiedermela scrivendo alla mia mail che trovate nei contatti.

Lo studio si concentra quindi sui meccanismi alla base del recupero di massa muscolare dopo uno stop, mentre la capacità del nostro organismo di riacquisire forza é stata dimostrata da tempo. Vi invito a vedere il mio video su You Tube per avere alcune nozioni aggiuntive.

Quello su cui invece ancora non si era fatta chiarezza erano i meccanismi alla base del recupero di massa muscolare dopo un periodo di fermo. Nello studio sopra citato si cerca ci rilevare questo meccanismo tramite l’epigenetica.

L’epigenetica in breve

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Lo studio si avvale di alcune modificazioni epigenetiche per avvalorare la sua tesi, ma cosa si intende?

“Il DNA è composto da una sequenza di nucleotidi, e quando questa sequenza viene alterata si parla di mutazioni genetiche in senso classico. 

L’epigenetica studia invece le modificazioni che non alterano la sequenza nucleotidica del DNA, ma la sua attività.

Gli stimoli ambientali possono infatti modificare il grado di attività dei geni senza modificare le sequenze di DNA. Queste modifiche sono dette “epimutazioni” e portano a cambiamenti della frequenza dell’ espressione dei geni, quindi all’alterazione di quante proteine vengono prodotte, risultando quindi in modifiche al fenotipo, senza modificare il genotipo, ma solo la sua espressione”

Le modifiche epigenetiche sono varie ma nello studio viene considerata la metilazione del DNA. Ovvero un’addizione di un gruppo metilico (-CH3) nei punti del DNA dove la Citosina é direttamente seguita da una Guanina, a opera dell’enzima Metiltransferasi.

Di solito la riduzione della metilazione del DNA porta ad un aumento dell’espressione genetica e quindi alla trascrizione di un maggior numero di proteine.

Gli autori hanno ipotizzato che la metilazione
di geni implicati nella crescita muscolare potesse ridursi durante il periodo di allenamento iniziale, aumentando quindi l’espressione dei geni implicati nell’ipertrofia, e che questa riduzione potesse rimanere durante i periodi di de-allenamento, rendendo quindi più facile il ri-allenamento. 

Per avere maggiori informazioni su come é stato strutturato lo studio vi invito a vedere il video sul mio canale You Tube. Riporto qui si seguito i risultati:

I risultati dello studio mostrano che la massa muscolare delle cosce è cresciuta del 6.5% durante la fase di allenamento iniziale, è diminuita del 4.6% durante la fase di de-allenamento, è però cresciuta ulteriormente durante il riallenamento: 12.3% rispetto l’inizio e 5.9% rispetto la fine della fase iniziale.

Quindi, come ci si aspetterebbe, è avvenuta una crescita di massa muscolare dovuta all’allenamento, una perdita della stessa in seguito al de-allenamento e un inaspettato aumento maggiore nella fase di ri-allenamento.

La forza massimale ha seguito un andamento simile all’andamento della massa muscolare. La cosa interessante dello studio è invece l’andamento della metilazione. La fase di allenamento iniziale ha portato a una grande modifica della metilazione in geni di diverso tipo: da quelli direttamente correlati all’ipertrofia, a quelli che riguardano la crescita e la proliferazione cellulare, a quelli implicati nel catabolismo.  

Commenti

Ci sono chiare prove dell’esistenza del fenomeno della “memoria muscolare” dell’ipertrofia negli esseri umani, ma nessuno studio prima d’ora ha mai fornito un meccanismo. Questo studio è il primo a fare proprio questo. La maggiore scoperta di questo studio è che lo stato delle metilazione e l’espressione dei geni cambia anche solo dopo 7 settimane di allenamento, e soprattutto che queste modifiche sono “ricordate” durante il periodo di de-allenamento, il che facilità il recupero di massa muscolare e forza durante il ri-allenamento successivo. 

Il fatto che la metilazione dei geni chiave per l’ipertrofia si riduca durante la fase di allenamento e questa riduzione sia mantenuta durante il de-allenamento suggerisce che il muscolo ha “memorizzato” le modificazioni epigenetiche avvenute durante l’allenamento e l’ipertrofia che ne è derivata. La riduzione della metilazione del DNA porta a un aumento dell’espressione genetica, quindi i periodi di ipertrofia portano ad un aumento dell’espressione di alcuni geni, e quest’aumento rimane durante le fasi di de- allenamento, per aiutare l’ipertrofia in fasi di ri- allenamento successive. 

Purtroppo questo studio non ci dice quanto durano questi cambiamenti epigenetici: il de-allenamento nel disegno sperimentale
è durato soltanto sette settimane, ma è probabile che le modificazioni epigenetiche rimangano molto più a lungo. 

Conclusioni

Questo studio finalmente spiega il fenomeno della memoria muscolare e credo che possa anche tranquillizzare molti, soprattutto amatori, che ritengono le pause dall’allenamento come un momento critico oppure coloro che continuano ad allenarsi anche con dolore o infiammazione per evitare di perdere forza e massa muscolare.

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