10 consigli per una alimentazione a minor impatto ambientale

Perché dobbiamo porre attenzione alle nostre scelte alimentari? Perché l’alimentazione ha un impatto non solo sulla nostra salute, ma ha anche sull’ambiente. Secondo un rapporto FAO, la nostra alimentazione ha un impatto ambientale superiore a quello del settore industriale e dei trasporti. Le attività legate alla produzione di cibo, in particolare quelle legate all’allevamento animale, hanno grande responsabilità nel contribuire al surriscaldamento globale, alla desertificazione, alla perdita di biodiversità, al consumo di acqua e di risorse fossili.

Quindi, come possiamo fare delle scelte alimentari più consapevoli ed ecologiche?

1. Acquista prodotto locali

Acquistare prodotti locali significa privilegiare la filiera corta e quindi ridurre i passaggi tra produttori e consumatori. Acquistare un prodotto italiano, per esempio, significa comprare un prodotto le cui materie prime sono italiane e il cui eventuale processo di trasformazione é avvenuto totalmente nel nostro Paese. E’ evidente come più lungo é il viaggio percorso dal cibo maggiore é l’inquinamento prodotto a causa del suo trasporto. Non acquistare spesso prodotti di origine tropicale (come per esempio le banane), ma preferisci prodotti italiani o, meglio ancora, locali.

2. Scegli prodotti di stagione

Sappiamo tutti come alla base di una sana alimentazione ci siano frutta e verdura, ma consumarla secondo stagionalità é ancora più importante. Consumare un prodotto di stagione consente infatti di prediligere prodotti locali, riducendo l’impatto inquinante derivato dal trasporto del cibo, e di consumare un prodotto con potenzialmente un maggiore quantitativo di vitamine e sali minerali rispetto e frutta e verdura non di stagione che, per arrivare sulle nostre tavole perfettamente maturi anche se fuori stagione, devono fare molta strada e quindi essere conservati in celle frigorifere per diverso tempo. Un prodotto di stagione richiede un minor inquinamento anche per il metodo di produzione: un prodotto non di stagione verrà coltivato in serre, le quali richiedono una grande quantità di energia per mantenere illuminazione e temperature adeguate per la crescita delle piante. Per esempio, la coltivazione di un pomodoro in serra determina un rilascio di emissioni 60 VOLTE SUPERIORE alla coltivazione in campo!

3. Riduci il consumo di carne

Ho discusso ampiamente dei risvolti ambientali in merito al consumo di carne in un articolo qui sul mio sito, che ti consiglio di leggere: “5 buoni motivi per ridurre il consumo di carne”. Ti lascio però alcuni numeri: la filiera produttiva dell’industria delle carni, contribuisce fino al 22 % dei gas serra prodotti annualmente dalla terra. In altre parole, ogni anno, la produzione e il consumo di carne emette circa 8 miliardi di tonnellate di CO2. Nella foresta amazzonica, l’88% della foresta abbattuta è stata adibita a pascolo. E la deforestazione continua a un ritmo sempre crescente. Nel 2003 c’è stata una crescita del 40% della deforestazione rispetto all’anno precedente. In soli 10 anni, la regione ha perso un’area pari a due volte il Portogallo. Gran parte di essa è diventata terra da pascolo.

Cosa puoi fare? Riduci la frequenza settimanale di consumo della carne e derivati e/o le porzioni.

4. Scegli i pesci giusti

Anche in questo caso, trovate un articolo dedicato sul mio sito di cui vi consiglio la lettura, ma vi lascio alcuni dettagli qui di seguito: Le risorse ittiche non sono illimitate. Nel Mediterraneo il 96% degli stock ittici di acque profonde è sovra sfruttato, così come il 71% delle specie di mare aperto (come sardine e acciughe). Sulle tavole dei consumatori italiani arriva però pesce da tutto il mondo. Nessuno si chiede da dove vengano sogliole, scorfani o rane pescatrici. In Italia quasi nessuno mangerebbe una specie terrestre a rischio d’estinzione, mentre spesso questo avviene quando si consuma del pesce come il baccalà o l’anguilla. Delle oltre 700 specie marine commestibili presenti nel Mediterraneo solo il 10% circa è commercializzato. La conseguenza di questa “ignoranza” è un sovrasfruttamento degli stock delle specie più conosciute (come alici, nasello, merluzzo, pesce spada, sgombro, sogliole), che tendono col tempo a scarseggiare nei nostri mari.

Per questo é importante conoscere la STAGIONALITA’ DEL PESCE, che potete approfondire nel mio articolo.

5. Aumenta il consumo di proteine vegetali

Ormai in commercio esistono molte alternative alla carne come tofu, seitan, tempeh e i tanto dimenticati legumi. Ricordati che i legumi possono essere un’ottima sostituzione alla carne soprattutto se non apprezzi molto il gusto delle altre fonti proteiche vegetali (tofu, seitan e tempeh). Prova a cucinare questi ultimi insaporendoli e testando nuove ricette, abituarsi a nuovi gusti richiede tempo e qualche esperimento in cucina 😉

6. Riduci gli sprechi di cibo

La dimensione dello spreco ha numeri inaccettabili: 1/3 della produzione mondiale non raggiunge i nostri stomaci, ovvero 1 miliardo e 600 milioni di tonnellate di alimenti viene gettato di cui l’80% è ancora buono. L’acqua necessaria per produrre il cibo che si spreca a livello mondiale è di 250 miliardi di litri (il consumo di New York nei prossimi 120 anni), si sprecano 1,4 miliardi di ettari di suolo (si sfrutta inutilmente ossia il 30% della superficie agricola), si immettono nell’atmosfera 3,3 miliardi di tonnellate di CO2, (la terza fonte di emissione dopo la Cina e gli USA). In Italia, lo spreco di cibo ha numeri altrettanto impressionanti: vale complessivamente 8,1 miliardi di euro l’anno, ovvero 6,5 euro settimanali a famiglia e 630 grammi di cibo buttati ogni settimana. 

7. Fai attenzione al packaging

Cerca di acquistare prodotti che non siano confezionati con la plastica e, in generale, cerca di acquistare il meno possibile prodotti confezionati, solo lo stretto necessario. Per esempio, quando acquisti frutta e verdura al supermercato preferisci i sacchetti biodegradabili anziché le confezioni di plastica.

8. Cerca di evitare i cibi eccessivamente elaborati

I piatti pronti hanno fatto registrare, tra tutti gli alimentari, il record di aumento delle quantità acquistate, con una crescita del 10% negli ultimi anni. Nella categoria dei cibi elaborati, i consumi di verdure pronte sono triplicati negli ultimi 10 anni, arrivando nel 2010 ad essere presenti nel carrello di 1 italiano su 2, soprattutto insalate pronte. Il volume del mercato dell’ortofrutta pronta per l’uso, la cosiddetta “quarta gamma”, è stato pari a 90 milioni di chili per una spesa di oltre 700 milioni di euro. Questa tipologia di alimenti (che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light) ha impatti molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione.

9. Bevi acqua di rubinetto

L’acqua in bottiglia è totalmente insostenibile sotto il profilo ambientale. Il suo uso potrebbe essere giustificato solo laddove quella del rubinetto non fosse idonea per l’uso alimentare ma, nella gran parte delle città italiane, invece, la qualità dell’acqua di rubinetto è sicura, salubre, batteriologicamente pura e accettabile al gusto. Spesso, inoltre, si tratta solo di una questione di gusto: molti non sanno che bisogna solo lasciare riposare l’acqua per qualche ora perché il sapore diventi più gradevole. É invece un dato di fatto come l’acqua imbottigliata determini un enorme aumento dei cicli di produzione e smaltimento dei contenitori in plastica (solitamente in PET la bottiglia e in differente polimero, il tappo), nonché un inquinamento dovuto alle operazioni di trasporto, principalmente effettuate su gomma. Sotto il profilo ambientale è assolutamente insensato trasportare, per i normali consumi familiari, bottiglie di acqua da una parte all’altra del nostro Paese spostandole per migliaia di chilometri così come è insostenibile la mole di rifiuti che ogni anno deve essere di conseguenza gestita. 

10. Evita sprechi anche ai fornelli

Oltre a riciclare quello che avanza in cucina, anche l’uso corretto dei fornelli può aiutare a non “bruciare” risorse! Quando usi il forno, puoi decidere di mettere a cuocere più teglie insieme, cercando di evitare di aprire in continuazione il forno. Puoi, inoltre, spegnere qualche minuto prima dell’avvenuta cottura, ultimandola con il calore residuo. Un’altra potenziale forma di risparmio è legata all’uso del coperchio capace di ridurre i tempi di cottura e l’energia utilizzata. In questo la pentola a pressione è maestra: dimezza i tempi ed è ottima per soprattutto per cibi che vanno lessati, stufati o cotti al vapore. Occhio alla fiamma: è importante scegliere pentole e fornelli proporzionati tra di loro, infatti solo il calore che raggiunge il fondo della pentola è utile alla cottura, se la fiamma va oltre i bordi si spreca energia.

Fonte: https://www.simaonlus.it/

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