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Insetti: il cibo del futuro?

Gli insetti sono considerati da molti come il cibo del futuro e questo perché si prestano ad essere degli ottimi sostituti dei prodotti animali, in particolare della carne. E’ un tema molto curioso ed interessante che ho trattato anche in un video sul mio canale You Tube. Nel video troverete maggiori informazioni dal punto di vista ambientale che riporterò parzialmente anche qui, mentre in questo articolo scenderemo maggiormente nello specifico riguardo alle proprietà nutrizionali e all’opinione dell’EFSA (European Food Safety Authority) in merito alla sicurezza alimentare di questa possibile fonte alimentare.

Chi li consuma? Quali sono i più “gustosi”?

Noi Occidentali fatichiamo a concepire gli insetti come alimento, non rientra nella nostra cultura e ci disgusta pensare di inserirli nella nostra alimentazione. In realtà, però, gli insetti sono consumati fin dai tempi preistorici e il loro consumo continua oggi in molti paesi come Asia, America Centrale e Africa. La Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite) ha stimato che gli insetti sono consumati da ben 2 miliardi di persone nel mondo! Ma quali sono le specie più consumate?

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Secondo Jongema (2015), tra le 2.037 specie consumate, la maggior parte appartiene al gruppo dei coleotteri, cioè gli scarabei, a seguire i lepidotteri, ossia i bruchi, poi gli imenotteri rappresentati da api, vespe e formiche, gli ortotteri quindi cavallette, locuste e grilli, seguiti dagli emitteri, cicale, cicaline, cocciniglie e cimici. Infine le specie meno consumate fanno parte del gruppo degli Isotteri, cioè le termiti, degli odonati (libellule) e dei ditteri (mosche).

Ad oggi i benefici sociali, economici, ambientali e nutrizionali del consumo di insetti in sostituzione di altri prodotti poroteici sono stati documentati, ma si continua ad essere restii al loro consumo per due motivi:

  • Il gusto e la mancata accettazione culturale in Occidente
  • La paura di eventuali rischi per la salute

Insetti e rischi per la salute

L’EFSA, proprio nel gennaio del 2021, si é espressa in merito alla sicurezza alimentare degli insetti, vi lascio qui di seguito link diretto all’articolo pubblicato sulla rivista ufficiale dell’EFSA: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2021.6343

In particolare l’Efsa ha dato una valutazione positiva all’introduzione di un prodotto alimentare derivato da insetti. Si tratta della larva della tarma della farina gialla essiccata (Tenebrio molitor) sia nella versione intera che sotto forma di farina.  La farina ottenuta con le larve essiccate, verrà  proposta come snack o come ingrediente alimentare in una serie di prodotti come biscotti, barrette, chips…

Aspetti nutrizionali

Ad oggi pochi studi hanno analizzato le caratteristiche nutrizionali degli insetti e il loro metabolismo negli esseri umani ma è generalmente riconosciuto che essi siano una fonte di proteine, amminoacidi e acidi grassi essenziali benefici per la salute umana, mentre il contenuto di grassi può variare ampiamente tra 7 e 77g per 100 g di peso secco (Belluco et al., 2013). Infine, anche il contenuto di fibre e micronutrienti (vitamine e minerali) è molto elevato (Halloran et al., 2015). Come per molti altri animali, i valori nutrizionali possono variare significativamente da specie a specie, dallo stadio di vita e dal substrato con cui vengono alimentati.

Insetti e ambiente

Di seguito vi lascio alcuni dati in merito ai gas serra derivati dal consumo di insetti in relazione a quelli prodotti dal consumo di carne bovina e suina, per avere maggiori informazioni vi consiglio di andare a vedere il video dedicato sul mio canale You Tube.

Dalle ricerche della Fao emerge come le emissioni di gas ad effetto serra sono minori con una media di un 1g su un kg di peso ottenuto da insetti rispetto ai 2.850 grammi dei bovini e ai 1.300 dei suini.

Fonti

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